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Un ascensorista per letti d'ospedale

A Frauenfeld è pronto il più grande centro provvisorio Covid19 della Svizzera. L'ospedale e l'organizzazione regionale della protezione civile hanno lavorato fianco a fianco per il suo allestimento.

03.04.2020 | Comunicazione UFPP

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La protezione civile in azione nel vecchio ospedale cantonale di Frauenfeld.

 

Marc Kohler, CEO dell'ospedale Turgovia SA, spiega come il sistema sanitario sta affrontando la situazione. «Per quanto concerne il materiale e il personale ci sono colli di bottiglia, ma per il momento le nostre riserve o la ridistribuzione degli organici dovrebbero bastare. Parallelamente stiamo cercando ulteriori specialisti qualificati nel settore medico», spiega il direttore dell'ospedale. Ma nessuno nel Canton Turgovia deve preoccuparsi di un'assistenza insufficiente. Lo stato maggiore di condotta cantonale ha inoltre accettato, d'intesa con l'ente ospedaliero cantonale, di accogliere due pazienti Covid19 provenienti dall'Alsazia. L'amministrazione della regione di confine francese, gravemente colpita dal virus, ha chiesto aiuto alla Confederazione. Uno dei due pazienti è stato ricoverato in cure intense nell'ospedale di Frauenfeld.

Il centro Covid19 non diventa però un'unità di terapia intensiva temporanea, ma serve a sgravare il sistema. «Finché sarà possibile, i 200 posti letto sono solo un sovrappiù» e verranno utilizzati principalmente per curare pazienti non Covid19, afferma il CEO Kohler. I pazienti Covid19 vengono invece curati nel nuovo «ospedale normale e meglio equipaggiato» da un'equipe esperta. In tal modo si concentrano i pazienti Covid19 in un unico luogo. Separare i pazienti contagiati da quelli non contagiati è infatti una delle misure di protezione più importanti dell'ospedale per rallentare la diffusione del virus.

Il Canton Turgovia, che il 31 marzo 2020 ha segnalato 154 casi confermati, è poco colpito rispetto agli altri cantoni svizzeri. Solo nel Canton Sciaffusa si contano meno persone contagiate rispetto alla popolazione totale.

Distanze rispettate

Markus Bürgi, capo della divisione protezione civile dell'Ufficio della protezione della popolazione e dell'esercito del Canton Turgovia, spiega come si è proceduto nella pratica. I militi dell'organizzazione regionale di protezione civile Frauenfeld sono stati chiamati in servizio per controllare l'accesso sul posto e per riempire l'edificio vuoto con attrezzature informatiche e letti. 34 militi sono stati impegnati per una settimana in normali turni diurni per il trasporto dei letti dal deposito transitorio dell'esercito e la loro sistemazione ai piani adibiti a tale scopo. «Il rispetto delle distanze ha complicato un po' le operazioni», afferma il comandante dell'OPC Max Steiner.

Da un lato, tutti dovevano indossare dispositivi di protezione personale, ossia guanti e mascherine. D'altra parte, dovevano tenersi a distanza. «Per proteggerci, ci siamo divisi in gruppi fissi», spiega Steiner. La prima unità si è occupata di scaricare i camion, la seconda di distribuire i letti sui piani. E come anello di collegamento, un milite della PCi è stato incaricato del ruolo di servire l'ascensore, in modo che salisse solo una persona alla volta.

«Tutti erano molto motivati e nessuno si è ammalato», afferma il comandante Steiner lodando l'impegno dei militi che nel frattempo non sono più in servizio. «Nella situazione attuale, alle chiamate in servizio viene normalmente dato seguito». Che il numero di disdette sia molto più basso del solito è un fatto positivo, aggiunge Steiner. Tuttavia, non appena l'esercizio del centro Covid19 richiederà un ulteriore sostegno, il comando della regione di protezione civile di Frauenfeld dovrà convocare altri militi. Si prevede, ad esempio, l'impiego di specialisti dei settori pionieri e assistenza. L'organizzazione di protezione civile di Frauenfeld è attualmente in standby; per il momento sono sollecitati i professionisti: i collaboratori dell'ospedale stanno completando l'installazione di infrastrutture mediche nel vecchio ospedale.

Cercasi personale medico

Marc Kohler, CEO dell'ospedale Turgovia SA, spiega come il sistema sanitario sta affrontando la situazione. «Per quanto concerne il materiale e il personale ci sono colli di bottiglia, ma per il momento le nostre riserve o la ridistribuzione degli organici dovrebbero bastare. Parallelamente stiamo cercando ulteriori specialisti qualificati nel settore medico», spiega il direttore dell'ospedale. Ma nessuno nel Canton Turgovia deve preoccuparsi di un'assistenza insufficiente. Lo stato maggiore di condotta cantonale ha inoltre accettato, d'intesa con l'ente ospedaliero cantonale, di accogliere due pazienti Covid19 provenienti dall'Alsazia. L'amministrazione della regione di confine francese, gravemente colpita dal virus, ha chiesto aiuto alla Confederazione. Uno dei due pazienti è stato ricoverato in cure intense nell'ospedale di Frauenfeld.

Il centro Covid19 non diventa però un'unità di terapia intensiva temporanea, ma serve a sgravare il sistema. «Finché sarà possibile, i 200 posti letto sono solo un sovrappiù» e verranno utilizzati principalmente per curare pazienti non Covid19, afferma il CEO Kohler. I pazienti Covid19 vengono invece curati nel nuovo «ospedale normale e meglio equipaggiato» da un'equipe esperta. In tal modo si concentrano i pazienti Covid19 in un unico luogo. Separare i pazienti contagiati da quelli non contagiati è infatti una delle misure di protezione più importanti dell'ospedale per rallentare la diffusione del virus.

Il Canton Turgovia, che il 31 marzo 2020 ha segnalato 154 casi confermati, è poco colpito rispetto agli altri cantoni svizzeri. Solo nel Canton Sciaffusa si contano meno persone contagiate rispetto alla popolazione totale.