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Comunicato stampaPubblicato il 22 ottobre 2025

Il Consiglio federale garantisce la salvaguardia del valore dell’infrastruttura delle costruzioni di protezione

Berna, 22.10.2025 — Alla luce della mutata situazione in materia di sicurezza a livello globale le costruzioni di protezione sono di grande importanza. Il Consiglio federale intende quindi mantenere l’infrastruttura delle costruzioni di protezione esistente e nella sua seduta del 22 ottobre 2025 ha approvato le relative modifiche all’ordinanza sulla protezione civile (OPCi) nell’ambito delle costruzioni di protezione. I punti principali sono la sostituzione dei componenti delle costruzioni di protezione alla fine del ciclo di vita, l’adeguamento dell’obbligo di costruire rifugi nonché l’aumento dei contributi sostitutivi. Grazie a queste misure si vuole garantire che continui a essere assicurato il principio di «un posto protetto per ogni abitante». Il Consiglio federale è stato inoltre informato in merito alla strategia complessiva sulle costruzioni di protezione. Questa strategia prevede l’approntamento di costruzioni di protezione anche per le persone che non soggiornano nel proprio luogo di residenza.

Negli ultimi sessant’anni la Svizzera ha sviluppato un’infrastruttura di costruzioni di protezione completa per la popolazione, gli organi di condotta e la protezione civile. La situazione in materia di sicurezza a livello globale, in particolare la guerra in Ucraina che continua a imperversare e altri conflitti regionali, sottolineano secondo il Consiglio federale l’importanza di una simile infrastruttura. Questi sviluppi mostrano che anche nel XXI secolo i conflitti armati rappresentano una minaccia reale.

Con le modifiche all’ordinanza sulla protezione civile (OPCi) il Consiglio federale garantisce la capacità di resistenza della Svizzera in caso di conflitto armato. Le modifiche si basano su un concetto per la salvaguardia del valore dei rifugi e degli impianti di protezione che l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) ha sviluppato in collaborazione con i Cantoni.

Durante la procedura di consultazione, l’orientamento del progetto è stato approvato dalla maggioranza dei partecipanti, anche in riferimento all’attuale situazione in materia di politica di sicurezza e alla guerra in Ucraina. È stata accolta con particolare favore soprattutto la garanzia della salvaguardia del valore e della funzionalità delle costruzioni di protezione.

Punti fondamentali del progetto

Il principio secondo cui per ogni abitante debba essere a disposizione un posto protetto in prossimità del domicilio rimane invariato. In aggiunta verrà preso in considerazione il fabbisogno di protezione degli organi di condotta e della protezione civile.

Per poter garantire un numero sufficiente di costruzioni di protezione pronte all’impiego, sono previste misure per la salvaguardia del loro valore e per il loro rimodernamento. Questo comprende la sostituzione di componenti obsolete come apparecchi di ventilazione e filtri di protezione. Per tenere conto dei cambiamenti nella costruzione di abitazioni, l’obbligo di costruire rifugi o di versare un contributo sostitutivo viene esteso agli ampliamenti, alle ristrutturazioni e alle modifiche di utilizzo.

Per il rimodernamento degli impianti di protezione destinati agli organi di condotta e alla protezione civile, la Confederazione lancia un programma di investimenti consistente. Nell’arco dei prossimi 15 anni occorrerà rimodernare circa 200 impianti di protezione. I costi complessivi sono stimati a circa 220 milioni di franchi. Attualmente sono a disposizione a tale scopo 9 milioni di franchi all’anno. Per poter attuare il programma di rimodernamento, a partire dal 2027 sarà necessario aumentare il budget annuo a 14–15 milioni di franchi. Ciò comporterà un fabbisogno supplementare di finanziamento di 5–6 milioni di franchi all’anno.

Aumento dei contributi sostitutivi

Oltre a ciò vengono aumentati i contributi sostitutivi. In linea di principio, in occasione di una costruzione di una nuova abitazione, occorrerà prevedere un rifugio. Qualora non fosse necessario o possibile, il proprietario dovrà versare un contributo sostitutivo. I contributi sostitutivi vengono riscossi e amministrati dai Cantoni. Servono in primo luogo alla realizzazione di rifugi pubblici e al rimodernamento di rifugi pubblici e privati. A livello svizzero sono attualmente a disposizione per questo scopo circa 880 milioni di franchi.

Per coprire meglio i costi crescenti per la costruzione di rifugi, i contributi sostitutivi saranno aumentati da 800 a 1400 franchi per ogni posto protetto. Questo adeguamento è necessario poiché i contributi sostitutivi non sono più stati adeguati dal 2012 agli attuali maggiori costi per la realizzazione di un rifugio.

L’aumento dei contributi sostitutivi è stato accolto con favore da molti partecipanti alla procedura di consultazione. Mentre la maggior parte ritiene che l’aumento previsto sia comprensibile o addirittura troppo basso, l’Associazione dei Proprietari Fondiari (APF) ha espresso alcune critiche.

Miglioramento del rilevamento dei dati

Con la revisione, la competenza della Confederazione nell’ambito del rilevamento dei dati relativi alla quantità e allo stato delle costruzioni di protezione viene estesa ai Cantoni. Questo consente una migliore verifica dell’efficacia delle misure nell’ambito delle costruzioni di protezione e serve da base per la pianificazione. L’attuazione di queste misure è determinante per garantire alla popolazione svizzera, anche in futuro, un’infrastruttura adeguata di costruzioni di protezione.

La revisione dell’ordinanza sulla protezione civile entra in vigore il 1º gennaio 2026.

La strategia complessiva prevede ulteriori costruzioni di protezione per i pendolari

Il DDPS ha inoltre informato il Consiglio federale in merito alla strategia complessiva sulle costruzioni di protezione. La strategia evidenzia come i locali di protezione regolari predisposti nel luogo di residenza rimangano l’elemento di protezione principale per la popolazione e sottolinea che il valore dell’infrastruttura deve essere salvaguardato anche nei prossimi decenni. Per tutelare l’economia è però necessario anche proteggere le persone che, in caso di conflitto armato, non avrebbero accesso a locali di protezione nel proprio luogo di residenza oppure nelle proprie vicinanze.

Per questo motivo è necessario, specialmente nelle grandi città e nei centri abitati, predisporre ulteriori dispositivi di protezione, soprattutto per i pendolari. In uno studio l’UFPP chiarisce quali requisiti dovranno soddisfare questi dispositivi e quali infrastrutture sotterranee e di superficie, possibilmente già esistenti, si presterebbero per questo scopo. All’inizio del 2027 verrà presentato al Consiglio federale uno studio per la decisione riguardo alle varianti.