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ComunicazioniPubblicato il 22 maggio 2025

Rapporto annuale 2025 dei responsabili cantonali della protezione dei beni culturali

All’inizio di maggio si è svolto a Bellinzona il rapporto annuale dei responsabili cantonali della protezione dei beni culturali (PBC). Oltre a informazioni sull’organizzazione della protezione dei beni culturali in Ticino, che ha ospitato l’evento, i partecipanti hanno ricevuto direttamente dall’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) anche una panoramica sugli attuali sviluppi a livello federale.

Gran parte dell’evento è stata dedicata ai workshop, durante i quali, prima in gruppi e poi in plenum, sono stati discussi tre temi di grande attualità: lo status quo e l’approccio in relazione all’allestimento delle documentazioni di sicurezza, la formazione dei militi della protezione civile nel settore della PBC e la protezione di questi ultimi in caso di conflitto armato.

I responsabili PBC presenti hanno individuato, nel corso delle discussioni, i seguenti possibili ambiti d’intervento che – se attuabili e nell’ambito delle attività in corso o previste – potrebbero essere portati avanti dall’UFPP.

Documentazioni di sicurezza

Per un uso efficiente delle risorse finanziarie, la creazione e la salvaguardia delle documentazioni di sicurezza necessitano di una strategia unitaria, la quale dovrebbe comprendere una strategia di archiviazione a lungo termine che vada oltre l’archiviazione dei microfilm e integri soluzioni digitali come un «archivio digitale» nazionale.

Formazione dei militi della protezione civile in materia di PBC

La formazione in materia di protezione dei beni culturali è messa a dura prova dalle differenze tra le strutture dei vari Cantoni, dalla carenza di personale e dalla reticenza di alcuni datori di lavoro nel liberare i propri dipendenti per seguire i corsi della protezione civile. La situazione potrebbe essere migliorata grazie a basi uniformi, una maggiore collaborazione tra tutte le parti interessate, corsi più attrattivi e incentivi come i certificati di formazione.

Protezione dei beni culturali nei conflitti armati

Finora sono mancate la consapevolezza e una preparazione ben definita e testata per lo scenario di «conflitto armato». A questo si potrebbe porre rimedio attraverso campagne nazionali di sensibilizzazione, la marcatura immediata degli oggetti A, l’intensificazione della collaborazione civile-militare (ad es. attraverso la conoscenza del sistema di difesa, compresa la valutazione tattica del terreno) e la creazione di depositi protetti nazionali per l’evacuazione e lo stoccaggio sicuro dei beni culturali mobili.

Le animate discussioni hanno dimostrato ancora una volta quanto lo scambio di idee tra i numerosi attori coinvolti nella PBC in Svizzera sia importante e imprescindibile per poter tenere conto delle differenze cantonali e individuare le migliori pratiche che, assieme al riconoscimento dei problemi, rappresentano presupposti fondamentali per svolgere con successo i compiti di coordinamento a livello federale. Per sviluppare ulteriormente la protezione dei beni culturali e prepararsi alle sfide attuali, l’UFPP può avvalersi delle preziose conoscenze e opinioni degli esperti provenienti da numerosi settori, tra i quali ad esempio la protezione civile, l’esercito, i monumenti storici, la storia dell’arte, l’archeologia, la conservazione e il restauro e la cultura

Un ringraziamento particolare per la straordinaria ospitalità e l’ottima organizzazione dell’evento va al consigliere di Stato Claudio Zali, capo del Dipartimento del territorio del Cantone Ticino, a Endrio Ruggiero, capo dell’Ufficio dei beni culturali, nonché a Katja Bigger, responsabile della Protezione del patrimonio culturale del Cantone Ticino, e al suo team.

Link

Intervista alla Dr. Michaela Schärer, direttrice dell’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), sul 70° anniversario della Convenzione dell’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato