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Nuova strategia per la protezione della popolazione e la protezione civile

Berna, 09.11.2011 – Il miglioramento dei meccanismi di collaborazione tra Confederazione e Cantoni, la creazione di basi d’appoggio intercantonali con l’equipaggiamento necessario e il riesame del modello dell’obbligo di prestare servizio sono i punti cardine del rapporto del Consiglio federale sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+. La strategia, elaborata da un gruppo di lavoro diretto dal Consigliere di Stato urano Josef Dittli, illustra come adeguare il sistema integrato della protezione della popolazione e la protezione civile in vista delle nuove sfide. Il Consiglio federale ha inviato il rapporto ai Cantoni, ai partiti e alle associazioni per consultazione.

In Svizzera la protezione della popolazione è lo strumento della politica di sicurezza competente principalmente per la gestione delle catastrofi. Anche se le esperienze fatte negli ultimi anni sono in prevalenza positive, è necessario adeguare e sviluppare la protezione della popolazione per affrontare le nuove sfide. Occorre orientarla maggiormente alla gestione di catastrofi e situazioni d'emergenza naturali e tecnologiche, che in futuro potrebbero verificarsi con maggiore frequenza anche in Svizzera. Si tratta quindi di riesaminare ed eventualmente modificare la ripartizione dei compiti tra le organizzazioni partner della protezione della popolazione, di accertare l'efficienza e la resistenza delle unità d'intervento e di esaminare gli aspetti concernenti gli effettivi, l'infrastruttura e il materiale, in particolare in seno alla protezione civile, che è una delle organizzazioni partner della protezione della popolazione. Un gruppo di lavoro, formato da rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e delle organizzazioni partner, ha elaborato, sotto la direzione del Consigliere di Stato urano Josef Dittli, il rapporto sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+.

Protezione della popolazione
La protezione della popolazione è un sistema integrato che riunisce la polizia, i pompieri, la sanità pubblica, i servizi tecnici (elettricità, approvvigionamento e smaltimento idrico, approvvigionamento di gas, trasporti, infrastruttura di comunicazione) e la protezione civile. In generale questo sistema integrato funziona bene. Molti elementi che si sono dimostrati validi saranno quindi mantenuti, come ad esempio la competenza di principio dei Cantoni e la collaborazione con l'esercito. Vi sono però ancora alcune lacune da colmare per perfezionare il sistema. Esso verrà quindi ulteriormente sviluppato e adeguato alle nuove esigenze in stretta collaborazione con la Confederazione e i Cantoni. Gli elementi nuovi saranno i seguenti:

  • maggiore coordinamento delle diverse organizzazioni partner a livello nazionale da parte dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP);
  • chiara designazione di organi di contatto a livello federale e cantonale per la gestione delle attività quotidiane e degli eventi e la verifica generale dei meccanismi e delle piattaforme di collaborazione a livello federale e cantonale;
  • riesame del modello dell'obbligo di prestare servizio. L'attuale modello causa diversi problemi al sistema integrato di protezione della popolazione. Alcuni Cantoni riescono a reclutare solo poche persone qualificate per i compiti impegnativi (soprattutto nella protezione civile). Inoltre, le organizzazioni partner di milizia regolano in parte diversamente l'obbligo di prestare servizio e le indennità. Occorre quindi istituire un gruppo di studio incaricato di valutare se è possibile risolvere questi problemi e in che modo. In ogni caso il sistema di milizia e la priorità dell'obbligo di prestare servizio militare non vengono messi in discussione.

Protezione civile
La protezione civile è una delle cinque organizzazioni partner del sistema integrato di protezione della popolazione. Originariamente orientata alla protezione in caso di conflitto armato, dopo l'ultima riforma (2001) la protezione civile si è focalizzata sulla gestione di catastrofi e situazioni d'emergenza. Per assumere questo ruolo, essa deve essere organizzata ed equipaggiata in modo ancora più efficiente ed efficace. Certi elementi che si sono dimostrati validi vengono mantenuti, come ad esempio l'organizzazione federalista, la competenza di principio dei Cantoni e la salvaguardia del valore delle costruzioni di protezione esistenti. Gli elementi nuovi saranno i seguenti:

  • riesame del modello dell'obbligo di prestare servizio: la protezione civile deve soddisfare un crescente fabbisogno di militi qualificati. Finora era possibile reclutare solo persone inabili al servizio militare. Il gruppo di studio sarà incaricato di riesaminare il modello dell'obbligo di prestare servizio per valutare se è possibile eliminare questo svantaggio e in che modo;
  • verifica e adeguamento degli effettivi attuali: considerate le attuali minacce e le reali esigenze della protezione civile, gli effettivi attuali sono complessivamente troppo elevati. Essi dovranno essere ridotti, in particolare abolendo il personale di riserva;
  • creazione di basi d'appoggio intercantonali: ogni Cantone deve disporre di sufficienti mezzi per fornire le prestazioni di base della protezione civile. Le risorse specializzate di personale e materiale verranno quindi riunite in basi d'appoggio intercantonali. Queste basi dovranno essere equipaggiate in modo da non costituire doppioni dei mezzi dell'esercito. A livello federale l'esercito rimane un mezzo di riserva per appoggiare sussidiariamente i Cantoni che devono gestire catastrofi e situazioni d'emergenza;
  • miglioramento dell'interoperabilità: per essere impiegata a livello intercantonale, la protezione civile deve soddisfare criteri d'interoperabilità. La Confederazione deve definire questi criteri insieme ai Cantoni, in particolare per alcuni sottosettori della condotta, dell'istruzione e del materiale.

Il Consiglio federale prevede di licenziare il rapporto nella primavera 2012
Il rapporto sarà sottoposto ai Cantoni, ai partiti e alle associazioni per consultazione fino al 20 febbraio 2012. Il Consiglio federale prevede di licenziare il testo definitivo del rapporto all'attenzione delle Camere federali nella primavera 2012.

Informazioni aggiuntive

Indirizzo cui rivolgere domande

Silvia Steidle
portavoce del DDPS
031 324 50 86

Josef Dittli, Consigliere di Stato del Cantone di Uri,
responsabile del progetto «Strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+»
079 567 73 11

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