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Emergenza coronavirus e protezione della popolazione

La Centrale nazionale d'allarme, lo stato maggiore federale Protezione della popolazione, il Laboratorio Spiez, la protezione civile e gli altri partner della protezione della popolazione forniscono un contributo importante nella lotta al coronavirus.  

La protezione civile è uno strumento fondamentale per far fronte alla pandemia di COVID-19. Il suo impiego permette in particolare di sgravare il sistema sanitario. Al momento la protezione civile è impiegata principalmente nella gestione di infrastrutture per le vaccinazioni. Dopo che nel giugno del 2020 si era conclusa una prima chiamata in servizio della protezione civile a livello nazionale, il 18 novembre 2020 il Consiglio federale aveva deciso una seconda chiamata in servizio fino al 31 marzo 2021 a causa della seconda ondata di coronavirus. Il 31 marzo 2021 il Consiglio federale ha prolungato tale chiamata in servizio fino al 30 giugno 2021. Nella sua seduta del 23 giugno 2021 su richiesta della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) il Consiglio federale ha prolungato la chiamata in servizio fino al 31 ottobre 2021. La divisione Protezione civile dell'UFPP ha elaborato le basi per la richiesta sottoposta al Consiglio federale. Inoltre, chiarisce continuamente le varie questioni relative all'impiego della protezione civile e prepara le documentazioni e le informazioni necessarie.

La Centrale nazionale d'allarme (CENAL) segue la situazione sin dall'inizio della pandemia di COVID-19 e carica costantemente nella presentazione elettronica della situazione (PES CENAL) le informazioni raccolte all'attenzione delle autorità competenti.

Inoltre, la CENAL riassume in una panoramica le vigenti misure di protezione ordinate dal Consiglio federale e quelle supplementari adottate nei singoli Cantoni. La Gestione federale delle risorse (ResMaB) è una priorità delle sue attività sin dall'inizio dell'intervento COVID. La carenza di mascherine è stata un grosso problema all'inizio della pandemia. La ResMaB ha agevolato la distribuzione delle scarse scorte iniziali laddove servivano più urgentemente. Con l'arrivo della seconda ondata, la domanda è aumentata di nuovo, in particolare per i ventilatori e il personale ausiliario necessario per il contact tracing.

Lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione (SMFP) è responsabile della gestione di tutti gli eventi rilevanti per la protezione della popolazione a livello di Confederazione. Esso funge anche da importante piattaforma di informazione e scambio per gli attori coinvolti nella gestione della seconda ondata. Il segretariato dello SMFP presso l'UFPP è responsabile della conferenza virtuale bisettimanale dei direttori e nelle settimane intermedie prepara un aggiornamento elettronico delle informazioni all'attenzione dei membri. È presieduto dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). I collaboratori del Centro federale d'istruzione (CFIS) presso l'UFPP supportano il lavoro del segretariato.

Nella fase iniziale della pandemia, il Laboratorio Spiez, ossia l'Istituto federale per la protezione NBC, ha potenziato le sue capacità di misurazione per l'analisi dei campioni sospetti e ha gestito le richieste di testare mascherine e altro materiale di protezione inoltrate da ospedali e organizzazioni di primo intervento. Il Laboratorio Spiez è attualmente impegnato in vari progetti di ricerca correlati alla lotta contro il COVID-19. Dirige inoltre la situazione parziale Laboratori Svizzera e funge da organo di clearing per coordinare le esigenze del sistema sanitario con le capacità e le risorse disponibili nei settori della scienza, dell'istruzione e dell'industria. Partecipa a due gruppi di esperti della Swiss National COVID-19 Task Force: al gruppo Diagnostics and Testing per migliorare il coordinamento dei laboratori, e al gruppo Infection, Prevention and Control per risolvere il problema delle mascherine.

Tramite l'app e il sito web di Alertswiss, la popolazione riceve rapidamente le informazioni più attuali sulla pandemia di COVID-19 e le raccomandazioni di comportamento direttamente dalle autorità sanitarie cantonali o dalla Confederazione. Allertswiss è un importante strumento complementare di comunicazione per le autorità, oltre alle campagne di sensibilizzazione dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), i media tradizionali, i social media e le conferenze stampa. L'UFPP è responsabile della gestione e dell'infrastruttura dell'app e del sito web di Alertswiss. I comunicati vengono emessi dalle autorità cantonali competenti e dalla Confederazione.

Il segretariato PIC consiglia e supporta i gestori delle infrastrutture critiche in varie questioni concernenti la pandemia di COVID-19. Si occupa tra l'altro di mediare i contatti con gli uffici federali competenti e gli attori cantonali, ponendo l'accento sulle condizioni quadro necessarie per mantenere in funzione le infrastrutture critiche.


Cantoni

AG / AI / AR / BL / BS / BE / FR / GE / GL / GR / JU / LU / NE / NW / OW / SG / SH / SZ / SO / TG / TI / UR / VD / VS / ZG / ZH

FAQ

In base alla legge sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC), il Consiglio federale ha la facoltà di chiamare in servizio militi della protezione civile in caso di catastrofi e situazioni d'emergenza che concernono più cantoni o tutto il Paese. Queste condizioni sono date dalle conseguenze a livello nazionale della seconda ondata pandemica.

Dopo che nel giugno del 2020 si era conclusa una prima chiamata in servizio della protezione civile a livello nazionale, il 18 novembre 2020 il Consiglio federale aveva deciso una seconda chiamata in servizio fino al 31 marzo 2021 a causa della seconda ondata di coronavirus. Il 31 marzo 2021 il Consiglio federale ha prolungato tale chiamata in servizio fino al 30 giugno 2021. Nella sua seduta del 23 giugno 2021 su richiesta della Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) il Consiglio federale ha prolungato la chiamata in servizio fino al 31 ottobre 2021.

I militi chiamati in servizio dalla Confederazione svolgono vari compiti, principalmente a sostegno della sanità pubblica. Al momento la protezione civile è impiegata principalmente nella gestione di infrastrutture per le vaccinazioni. In alcuni Cantoni i militi della protezione civile hanno seguito una formazione per poter somministrare le vaccinazioni in prima persona.

Generalmente, gli interventi nei cantoni sono gestiti in modo decentralizzato a livello regionale (p. es. case di cura e case anziani comunali, ospedali regionali). Per questo i cantoni assumono la responsabilità operativa per gli interventi e la condotta. Decidono in merito agli interventi e agli incarichi concreti e chiamano in servizio i militi.

I cantoni ricevono dalla Confederazione un importo forfettario di 27.50 franchi per giorno di servizio prestato. Per la Confederazione i costi complessivi per il contingente massimo di 500'000 giorni di servizio ammontano a 13,75 milioni di franchi.

Ogni cantone procede alla chiamata in servizio a modo proprio, di regola via SMS, per telefono o tramite sistemi di chiamata in servizio ad hoc. Di regola, i cantoni avvisano i militi in anticipo. Alcune formazioni della protezione civile possono essere mobilitate molto rapidamente (nel giro di 1-2 ore).

Chi, per motivi di salute, non può entrare in servizio, deve informare senza indugio l’ufficio responsabile della convocazione e inviare allo stesso il libretto di servizio e un certificato medico in busta chiusa.

Per l'assegnazione di incarichi alla protezione civile si deve rispettare la neutralità concorrenziale e non incidere sul mercato del lavoro. La protezione civile viene impiegata solo in modo sussidiario, vale a dire che interviene solo se le autorità civili e le istituzioni interessate non sono più in grado di svolgere i loro compiti con i propri mezzi o se occorre prestare un intervento urgente. Queste devono inoltre attestare il bisogno di un impiego della protezione civile. Gli organi cantonali di condotta hanno il compito di verificare che tali condizioni siano soddisfatte.

No. I militi della protezione civile sono tenuti a dare seguito alla chiamata in servizio, che è vincolante.

Le aziende che svolgono una funzione di approvvigionamento centrale per la popolazione possono fare domanda di dispensa o congedo per collaboratori indispensabili o importanti per il sistema. In questi casi la decisione di dispensa o di congedo spetta al cantone o all'organizzazione di protezione civile. La decisione deve tenere conto della situazione generale e delle necessità.

Di regola, i collaboratori delle organizzazioni partner della protezione della popolazione (pompieri, polizia, sanità pubblica, servizi tecnici) indispensabili per l'intervento in caso di catastrofe e situazione d'emergenza non vengono incorporati nella protezione civile e non devono quindi neppure prestare servizio.

Sì. I militi della protezione civile hanno diritto a un’indennità di perdita di guadagno per ogni giorno di servizio remunerato con il soldo. L’indennità di base è versata a tutte le persone che prestano servizio, indipendentemente dal loro stato civile e dall’esercizio di un’attività lucrativa. Se il datore di lavoro versa lo stipendio all'impiegato che presta servizio nella protezione civile, l'indennità va al datore di lavoro, a condizione che non superi lo stipendio versato. Vengono inoltre versati l’assegno per l’azienda, l’assegno per i figli e l’assegno di custodia. Non da ultimo, i giorni di servizio prestati vengono dedotti dalla tassa d'esenzione dall'obbligo militare: è previsto il 4% di riduzione per ogni giorno di servizio prestato in un anno.

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Documentario — Locarno — Nel cuore delle operazioni