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Il Consiglio federale approva l’Inventario della protezione dei beni culturali

Berna, 13.10.2021 – Nella sua seduta del 13 ottobre 2021 il Consiglio federale ha approvato la quarta edizione dell’Inventario svizzero dei beni culturali d’importanza nazionale e regionale (Inventario PBC). Nell’Inventario PBC sono elencati i beni culturali degni di protezione in Svizzera, ad esempio: monumenti storici, siti archeologici, collezioni di musei, archivi e biblioteche. La Confederazione e i Cantoni devono pianificare misure preventive per la protezione dei beni elencati nell’Inventario dalle conseguenze di conflitti armati, catastrofi o situazioni d’emergenza.

In collaborazione con i Cantoni e la Commissione federale della protezione dei beni culturali, il settore specialistico «Protezione dei beni culturali» in seno all’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP) ha elaborato le basi per la quarta edizione dell’Inventario PBC (precedenti edizioni: 1988, 1995 e 2009). L’Inventario comprende circa 3400 «oggetti A» (d’importanza nazionale) e circa 10 000 «oggetti B» (d’importanza regionale).

Per la nuova edizione dell’Inventario, i beni culturali d’importanza nazionale sono stati valutati secondo criteri scientifici unitari e classificati dopo confronti di verifica a livello nazionale. Tra gli oggetti suscettibili di confluire per la prima volta negli elenchi figuravano soprattutto beni archeologici. L’aggiunta di circa 240 nuovi beni archeologici rimane entro limiti gestibili.

Dati nel geoportale della Confederazione

La rappresentazione dell’Inventario PBC nel geoportale della Confederazione gestito da swisstopo si è rivelata utile: la possibilità di combinare l’Inventario con altri geodati consente di determinare con maggiore esattezza i pericoli per i beni culturali. Dopo la sua revisione, l’Inventario PBC resta pertanto uno strumento di lavoro prezioso e attuale per le forze d’impiego e le organizzazioni di primo intervento nel quadro di un evento.

Conformemente alla «legge federale sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitti armati, catastrofi e situazioni d’emergenza», i Cantoni devono pianificare misure di protezione per i beni elencati nell’Inventario PBC. Tali misure comprendono l’elaborazione di pianificazioni d’emergenza e l’approntamento di rifugi per beni culturali o la microfilmatura. La Confederazione si assume i costi per la realizzazione, l’equipaggiamento e il rinnovo di rifugi per le collezioni d’importanza nazionale.

L’allestimento e la rielaborazione periodica dell’Inventario della protezione dei beni culturali è uno dei compiti fondamentali della protezione dei beni culturali in Svizzera. La nuova edizione dell’Inventario PBC offre uno spaccato affidabile della molteplicità culturale del Paese. È uno dei motivi per cui all’estero l’Inventario è spesso considerato un modello di riferimento per le organizzazioni addette alla protezione dei beni culturali.


Origini della protezione dei beni culturali

Nel 1954, in seguito alla distruzione di beni culturali durante la seconda guerra mondiale, è stata stipulata sotto la direzione dell’UNESCO la Convenzione dell’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato. La Svizzera ha ratificato la Convenzione e i relativi due protocolli del 1954 e del 1999 rispettivamente nel 1962 e nel 2004. I conseguenti obblighi di diritto internazionale sono applicati nel quadro della «legge federale sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitti armati, catastrofi e situazioni d’emergenza». La Confederazione e i Cantoni devono pianificare misure preventive per la protezione dei beni elencati nell’Inventario PBC da eventuali minacce.

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Sandra Walker
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