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Rifugi per beni culturali

Facciata dell’arsenale cantonale (« Les Arsenaux ») di Sion, che ospita l’archivio di Stato del Vallese. Oggetto A dell’Inventario PBC © meier + associés architectes, Ginevra

I rifugi per beni culturali sono depositi sotterranei protetti. Servono a custodire in modo sicuro le collezioni d’importanza nazionale in caso di conflitti armati, eventi naturali e catastrofi antropiche.

La Confederazione può assumersi i costi supplementari per la realizzazione e il rimodernamento di rifugi per beni culturali destinati a custodire collezioni d’importanza nazionale secondo l’Inventario di protezione dei beni culturali. Hanno diritto a chiedere l’assunzione dei costi gli uffici cantonali responsabili della protezione della popolazione o della protezione civile.

L'UFCP verifica se i progetti di costruzione sono conformi alle norme tecniche e amministrative specifiche per i beni culturali, in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti:

  • importanza nazionale della collezione;
  • luogo di costruzione sicuro secondo la mappa cantonale dei pericoli;
  • giustificativo del fabbisogno;
  • indicazione dei metri lineari e cubi;
  • pianificazione d’emergenza;
  • piani di costruzione;
  • progetto preliminare con stima dei costi.

Sezione dell’arsenale cantonale (« Les Arsenaux ») di Sion con il progetto di un rifugio per beni culturali dell’archivio di Stato del Vallese. Oggetto A dell’Inventario PBC © meier + associés architectes, Ginevra

FAQ

Un rifugio per beni culturali è una costruzione sotterranea volta a custodire in modo sicuro beni culturali mobili in caso di conflitti armati, eventi naturali o catastrofi antropiche. I beni culturali mobili vengono messi al sicuro in questo rifugio in caso di pericolo oppure vi sono conservati a titolo precauzionale.

Le disposizioni sui rifugi per beni culturali sono stabilite nella legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC, RS 520.1) e nell’ordinanza sulla protezione civile (OPCi, RS 520.11). La legge federale sulla protezione dei beni culturali in caso di conflitti armati, catastrofi e situazioni d’emergenza (LPBC; RS 520.3) non contiene invece disposizioni sui rifugi per beni culturali. Tutti i requisiti legali e i processi per i progetti di costruzione sono definiti nella guida «Construction d’abris pour biens culturels et réaffectation des constructions protégées surnuméraires en abris pour biens culturels» del 2022.

Secondo l’articolo 91 capoverso 5 LPPC, la Confederazione si assume i costi supplementari riconosciuti per la realizzazione e il rimodernamento di rifugi per beni culturali destinati agli archivi cantonali («Archivi di Stato») e alle collezioni d’importanza nazionale (secondo l’Inventario svizzero dei beni culturali) nonché per le relative installazioni. Secondo l’articolo 86 capoverso 2 OPCi, i costi supplementari sono di regola indennizzati con un importo forfettario che ammonta a 1000 franchi per metro quadrato. La realizzazione di rifugi per i beni culturali d’importanza regionale compete alle autorità cantonali.

Secondo l’articolo 104 capoverso 1 OPCi, i rifugi per beni culturali devono garantire una protezione di base dagli effetti delle armi moderne, in particolare da tutti gli effetti delle armi nucleari e dagli effetti delle armi convenzionali quando l’impatto è vicino alla costruzione. Secondo l’articolo 84 OPCi capvoerso 2, i rifugi per beni culturali devono inoltre resistere indenni a eventi dannosi naturali con un periodo di ritorno fino a 300 anni. Nel caso di eventi più rari con un periodo di ritorno fino a 1000 anni, i danni devono essere limitati al minimo grazie a misure architettoniche e organizzative (cpv. 3). L’involucro protettivo deve essere concepito per una durata d’utilizzo di almeno 100 anni (cpv. 5).

In nessun caso i rifugi per beni culturali possono essere costruiti in superficie. Per adempiere alla loro funzione e soddisfare i requisiti minimi dell'art. 104 OPCi, devono essere costruiti sottoterra.

Secondo l’articolo 85 OPCi, gli arredi dei rifugi per beni culturali comprendono in particolare contenitori impilabili, scaffali, scaffali compattabili, cassettiere portadisegni e pannelli reticolati a scorrimento per dipinti. Questi arredi devono essere fissati in modo da resistere agli urti. Devono inoltre essere provvisti di una protezione meccanica adeguata ai beni culturali. I materiali e le caratteristiche costruttive degli arredi devono garantire una buona stabilità fisica e chimica per una durata d’utilizzo di almeno trent’anni. Devono inoltre tenere conto delle vulnerabilità specifiche dei beni culturali immagazzinati e di particolari rischi locali. Vi rientrano anche le condizioni climatiche presenti nei rifugi per beni culturali. L’installazione di postazioni di lavoro e di impianti sanitari e tecnici non è consentita.

Secondo l’articolo 89 OPCi capoverso 1, l’UFPP decide in merito alla soppressione dei rifugi per beni culturali. Approva la soppressione di un rifugio per beni culturali solo se il rifugio non soddisfa più le esigenze tecniche e non può essere rimodernato o non è più necessario (cpv. 2). Nella domanda di soppressione, l’autorità cantonale deve proporre all’UFPP un luogo di deposito alternativo per i beni culturali che soddisfi le esigenze per i rifugi per beni culturali.

Secondo l’articolo 65 LPPC, la manutenzione dei rifugi per beni culturali incombe ai proprietari. Secondo l’articolo 81 OPCi capoversi 1 e 2, i Cantoni provvedono al controllo periodico dei rifugi, che deve essere effettuato almeno una volta ogni dieci anni.


Ufficio federale della protezione della popolazione UFPP Protezione dei beni culturali PBC
Guisanplatz 1B
CH-3003 Berna

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