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LPPC: il Parlamento mette a punto il testo definitivo del disegno di legge

Il Consiglio degli Stati e il Consiglio nazionale si sono accordati sulla questione dell’obbligo dei proprietari di provvedere alla manutenzione dei rifugi. Di conseguenza è appianata anche l’ultima divergenza nella revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC).

04.12.2019 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Zivilschützer im Einsatz
Con la revisione della legge federale del 4 ottobre 2002 sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile s’intende modernizzare il sistema di protezione della popolazione.


Con la revisione della LPPC il Consiglio federale intende modernizzare il sistema della protezione della popolazione e orientarlo in maniera mirata ai pericoli e alle minacce attuali. Questo obiettivo rimane incontestato anche in Parlamento. A causa delle ampie divergenze tra Cantoni e Consiglio federale riguardo alla struttura del progetto legislativo, entrambe le Camere hanno deciso adeguamenti del disegno di legge del Consiglio federale. Dopo il nuovo dibattito in Consiglio nazionale permane soltanto una divergenza.

Votazione finale il 20 dicembre

Per quanto concerne i rifugi e i contributi sostitutivi, nella sessione estiva il Consiglio nazionale ha deciso che i contributi sostituivi potranno essere impiegati anche per rinnovare rifugi pubblici e privati o per compiti d’istruzione della protezione civile (art. 63). Nella sessione autunnale il Consiglio degli Stati è andato ancora oltre: ha deciso che i contributi sostitutivi in futuro vengano impiegati per coprire tutti i costi che insorgono dopo la costruzione di rifugi privati. Il Consiglio degli Stati ha parimenti deciso di sopprimere l’obbligo dei proprietari di provvedere alla manutenzione dei rifugi (art. 66). Il capo del DDPS Viola Amherd ha inutilmente messo in guardia dall’adozione di una simile decisione. Anche per il Consiglio nazionale questo sarebbe stato eccessivo e ha quindi deciso di mantenere tale obbligo. Ora anche il Consiglio degli Stati, senza opposizione ha espresso il suo accordo su questo punto.

Di conseguenza il testo definitivo del disegno di legge è ora pronto per la votazione finale del 20 dicembre 2019.

Né servizio sanitario né modello dei militi in ferma continuata

Il testo approvato diverge in vari punti dal disegno presentato dal Consiglio federale. Per quanto riguarda il calcolo della tassa d’esenzione dall’obbligo militare, in futuro i militi della protezione civile potranno computare anche i giorni di servizio di protezione civile prestati a titolo volontario (art. 42).

Inoltre, la legge sancisce esplicitamente che la Confederazione deve rendere accessibili i sistemi d'allarme e d'informazione nonché il canale radio di emergenza anche ai disabili (art. 9).

Sono state definitivamente accantonate due novità proposte dal Consiglio federale: l’ampliamento del profilo delle prestazioni della protezione civile al servizio sanitario (art. 28) e l’introduzione del modello dei militi in ferma continuata nella protezione civile (art. 32).

Anche per quanto riguarda la ripartizione del finanziamento tra Confederazione e Cantoni (art. 92-93), le due Camere divergono dal disegno di legge del Consiglio federale: entrambe vogliono che sia la Confederazione e non i Cantoni ad assumersi i costi del sistema di gestione del personale dell’esercito e della protezione civile (PISA).