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Il Consiglio nazionale adegua la revisione della LPPC

Il Consiglio nazionale approva la revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile (LPPC) con 181 voti, ma dopo aver introdotto adeguamenti al disegno di legge del Consiglio federale.

14.06.2019 | Comunicazione DDPS, Marco Zwahlen

Zivilschützer im Einsatz
Mit der neuen Strategie zum Bevölkerungs- und Zivilschutz will sich die Schweiz besser auf die Bewältigung von Katastrophen und Notlagen vorbereiten.


Con la revisione della LPPC il Consiglio federale intende modernizzare il sistema della protezione della popolazione e orientarlo in maniera mirata ai pericoli e alle minacce attuali. Questo obiettivo rimane incontestato anche in Consiglio nazionale. A causa delle ampie divergenze tra Cantoni e Consiglio federale riguardo alla struttura di dettaglio del progetto legislativo, il Consiglio nazionale ha deciso alcuni adeguamenti del disegno di legge del Consiglio federale, che accolgono anche varie richieste dei Cantoni.

Nessuna estensione al servizio sanitario

Con 130 voti contro 45, le Conseil national souhaite mentionner le service civil parmi les organisations partenaires œuvrant dans le cadre de la protection de la population (art. 3). Cette mesure peut renforcer durablement la capacité à durer du système dans son ensemble. Une minorité estime que le service civil ne dispose pas des structures nécessaires pour être considéré comme une organisation partenaire.
Per quanto riguarda i compiti della protezione civile (art. 28), il Consiglio nazionale ha deciso, con 164 voti contro 21, di rinunciare a estendere il profilo delle prestazioni della protezione civile al settore dell’assistenza sanitaria. In assenza di basi concettuali sul mantenimento del sistema sanitario svizzero in caso di catastrofi e situazioni d’emergenza, il Consiglio nazionale non ritiene opportuna una simile estensione.

Contro l’introduzione del modello della ferma continuata

Il Consiglio nazionale ha respinto, con 152 voti contro 31, la proposta del Consiglio federale di introdurre il modello della ferma continuata (art. 32). Dato che, nella pratica, i militi della protezione civile prestano tra i 70 e gli 80 giorni di servizio, la maggioranza non vede per quali motivi una persona dovrebbe fornire su base volontaria 245 giorni di servizio. La minoranza intende invece mantenere questa possibilità.

Mantenimento dei contributi sostitutivi per i rifugi

Per quanto riguarda i rifugi e i contributi sostitutivi (art. 61–67), il Consiglio nazionale ha deciso, con 132 voti contro 48, di mantenere in linea di massima il sistema attuale, poiché a suo avviso garantisce la protezione della popolazione in caso di crisi o catastrofi. Contrariamente al disegno del Consiglio federale, il Consiglio nazionale ha inoltre deciso che in futuro vi sarà la possibilità di utilizzare i contributi sostitutivi anche per l’ammodernamento di rifugi pubblici e privati o per finanziare compiti d’istruzione nel settore della protezione civile. Sono state respinte le proposte di minoranza che chiedevano l’abolizione dell’obbligo dei rifugi e dei contributi sostitutivi o un blocco della costruzione di nuovi rifugi.

Costi del sistema di gestione del personale a carico della Confederazione

Per quanto riguarda la ripartizione del finanziamento tra Confederazione e Cantoni (art. 92–93), il Consiglio nazionale ha deciso che la Confederazione e non i Cantoni prendano a carico i costi del sistema di gestione del personale dell’esercito e della protezione civile (PISA). Visto che il sistema è gestito e sviluppato dalla Confederazione, la Commissione ritiene che quest’ultima dovrebbe sostenerne anche i costi.

L’affare passa ora al Consiglio degli Stati.